Mi sono bastati due giorni per cambiare (in positivo) idea sul Brunello di Montalcino (non che prima non mi piacesse, solo che stava messo in un tal modo, nella mia classifica; adesso quella classifica è tutta scombinata) e sull’accessibilità/ospitalità di certe zone/elite della viticultura toscana. La verità è che il meglio (anche umanamente) devi sempre andartelo a cercare. Uno dei momenti topici si consumò salendo al Paradiso (che già dice tutto) di Manfredi, piccola grande azienda a conduzione familiare; persone che amano la terra e nel rispettarla (chimica zero, passione parecchia) ne traggono i frutti migliori (“non siamo bravi, siamo fortunati” ripetono; sono bravissimi ad accompagnare la fortuna, come minimo): vini naturali, vivi, belli, sani, puliti, sorprendenti, che trovano nel tempo (di un bicchiere, di una cena, ma anche di qualche anno d’attesa) l’alleato migliore. Lascio alla critica specializzata l’onore delle recensioni e al sito dell’azienda ogni dettaglio utile. A me il piacere di pubblicare una foto che per prassi dovrebbe essere di etichette, vigne, cantine, e invece è di famiglia, perché mi sembra quella che più li rappresenta. A voi, il caloroso consiglio di una prossima bottiglia. Anche per scoprire se ho ragione.
Depistaggi, appunti e appuntamenti - dal sito di Emiliano Gucci
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lunedì 1 novembre 2010
lunedì 25 ottobre 2010
Cà Richeta
Non ci capisco granché di vino, però mi piace berlo e preferisco quello buono, meglio se naturale, senza chimica in vigna né intrugli in cantina, e anche per questo mi piace conoscere dove nasce, vedere e ascoltare le storie della terra e delle persone che gli permettono di diventare ciò che è. Tra tutte le equazioni che ho appreso in questi anni ce n’è una che mi torna più di tutte: un vino somiglia sempre a chi lo fa. Recentemente ho conosciuto di persona (dopo qualche scambio culturale a distanza) Sonia ed Enrico dell’Azienda Agricola Cà Richeta, Castiglione Tinella, Cuneo. Mi sono sembrate due persone splendide, del tipo che riconcilia con l’umanità, e le bottiglie aperte e quelle riportate a casa lo confermano. Da perderci la testa.
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